No Silence: i giovani della comunità LGBTQ+ della Transnistria raccontati da Carolina Dutca

Transnistria: la repubblica dimenticata

Oggi vi voglio portare in una parte del mondo a molti sconosciuta. La Trasnistria, un territorio indipendente rivendicato dalla Moldavia, attualmente sotto tutela russa. Sconosciuti sono anche i diritti di molti giovani transnistreni che „scelgono” di nascondere la propria natura per salvaguardare la propria vita.

L’attivista originaria della Transnistria Carolina Dutca, con il suo documentario fotografico No Silence, riesce a creare una delle prime azioni di attivismo dedicate alla comunità LGBTQ+ nella sua regione natale. Il suo progetto ambisce a mostrare un lato nascosto e soppresso delle politiche apertamente omofobe professate nella regione non riconosciuta della Moldavia. Carolina ha documentato le storie di 17 giovani evidenziando la loro continua lotta interna tra la propria identità e la società che si rifiuta di accettarli.

L’intervento del KGB

In un’intervista per la rivista Post Pravda, Carolina racconta di come i Transnistreni hanno accolto l’iniziativa. Tre giorni prima dell’inaugurazione della mostra, la fotografa ha pubblicizzato l’evento su un gruppo di residenti sul social network VKontakte. L’annuncio ha ricevuto una notevole attenzione pubblica, accompagnata da circa 700 commenti per la maggior parte di natura denigratoria.

In seguito al suo annuncio, la fotografa ha dovuto incontrare un rappresentante del KGB. L’agente ha cercato di dimostrarle che non c’erano problemi con l’omofobia in Transnistria, ma che comunque la mostra avrebbe avuto solamente un effetto distruttivo e destabilizzante sulla società. Dopo il rifiuto di Carolina nel firmare un documento sull’accordo di riservatezza sul segreto di Stato, il rappresentante ha iniziato a farle pressione emotiva minacciando persino la sicurezza dei propri famigliari. 

Nonostante tutto, la mostra fotografica è stata portata a Chișinău, Odessa e Praga, dove non ha riscontrato alcun tipo di problema.

Alcune delle storie più emozionanti

Sotto troverete una selezione degli scatti più intensi accompagnati dalle loro didascalie tradotte in italiano.

Non mi vergognerei di uccidere un gay
Questo è ciò che mio fratello ha detto, tenendomi fuori dalla finestra dell’ottavo piano. Sapevo della sua omofobia qundi stavo cercando di tenere il tutto segreto. Ma quando mio fratello ebbe accesso alla mia corrispondenza privata, le sue paure furono confermate. A causa delle minacce e pestaggi costanti, sono andato via di casa sull’orlo del suicidio. Se non fosse stato per il supporto del mio amato, questa storia sarebbe morta con me.
Non sono nato per portare sempre una maschera
Sono gay. Non c’è nulla di cui vergognarsi ma, per qualche ragione, vivo nel terrore costante.
C’è sempre qualcosa di cui aver paura — la paura di perdere il tuo lavoro, di non essere compreso, di realizzare che non c’è un futuro brillante per te nella tua patria. Però ora, togliendomi la maschera, voglio affrontare la mia paura faccia a faccia. Da ora in poi, è la paura, o me. Voglio vivere senza paura.
Mi rifiuto di vivere così
Sputi, umiliazione e abusi da coloro il quale compito è quello di proteggere i diritti umani; ossa fratturate, lacrime costanti, notti passati nelle strade a causa dei conflitti con coloro che dovrebbero esserti vicini; „correzione” permanente attraverso la religione, minacce di essere rinchiuso in un ospizio — questo è ciò che mi costringe a rimanere in silenzio.

Le 17 storie catturate da Carolina Dutca

In questa galleria, troverete la mostra completa delle fotografie in bianco e nero realizzate da Carolina Dutca.

fonti: https://www.postpravdamagazine.com/no-silence-carolina-dutca_interview/
https://www.calvertjournal.com/features/show/9508/being-lgbtq-no-silence-growing-up-lgbtq-forgotten-world-of-transnistria

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